Archivio per luglio, 2008
Traversetolo Jazz Festival 2008
Dal 4 al 7 settembre, si terrà a Traversetolo, provincia di Parma, la seconda edizione del Traversetolo Jazz Festival.
L’evento è organizzato dalla associazione culturale “La Bottega di Orfeo” e ha il patrocinio del Comune di Traversetolo-Assessorato alla Cultura.
I concerti si terranno negli spazi esterni del Centro Civico “La Corte Bruno Agresti” in piazza Fanfulla, proprio al centro del Paese.
Gli spettacoli inizieranno alle ore 21,30 con ingresso gratuito.
Programma completo:
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4 settembre 2008 Luca Donini (sax) David Cremoni (chitarra) Mario Marcassa (contrabbasso) Francesco (Sbibu) Sguazzabia (percussioni)
5 settembre 2008 Jimmy Villotti (chitarra) Stefano Belluzzi (contrabbasso) Paolo Mozzoni (batteria)
6 settembre 2008 SELENE MAGGIO (voce) e CARLO MASTROPIETRO (chitarra) e NINE BARS TRIO Giovanni Guaretti (piano) Enzo Frassi (contrabbasso) Paolo Mozzoni (batteria)
7 settembre 2008 Cristina Renzetti (voce) Rocco Casino Papia (chitarra-voce) Marco Zanotti (batteria) Davide Garattoni (basso) Giancarlo Bianchetti (chitarre) Tim Trevor-Briscoe (saxalto – clarinetto)
“URBAN-JAZZ – SOUND SCAPE” Ilaria Mancino Fabio Iaci (audio) Casaluce/Geiger:::synusi@cyborg (video) |
Difendersi dal caro vita
Posto alcuni suggerimenti dell’Unione Nazionale consumatori:
1. Andare a fare la spesa con un elenco ben preciso di prodotti da comprare.
2. Diversificare gli acquisti tra il mercato, supermercati e hard-discount (dove ad esempio i detersivi per la casa costano tra il 50 e il 60% in meno così come la carta igienica o la carta da cucina, mentre frutta e verdura acquistati ai mercati rionali costano meno, soprattutto a fine mattinata, quando i negozianti temono l’invenduto)
3. Al supermercato le confezioni più convenienti sono sempre le più grandi.
4. Non farsi condizionare dalle marche famose. Spesso prodotti con loghi sconosciuti costano meno e sono altrettanto buoni
5. Non fermarsi ad acquistare prodotti posizionati sugli scaffali centrali. I prodotti più convenienti sono sistemati in basso (i prodotti più convenienti sono generalmente quelli con il cartellino “primo prezzo”) .
6. Approfittare delle offerte promozionali ma controllare sempre il prezzo al chilo e fare confronti anche con prodotti non in offerta.
7. Prima di acquistare un prodotto in offerta controllare sempre la data di scadenza
8. Leggere sempre con attenzione le etichette: non farsi abbagliare da packaging accattivanti, ma a volte poco sinceri. Attenzione agli asterischi
9. Salumi e formaggi venduti al taglio costano meno al chilo di quelli già confezionati
10. Nei reparti ortofrutta acquistare sempre prodotti di stagione.
11. Il pane più è “speciale” (all’olio, al burro, con i cereali, con le olive, al latte etc) e più costa. (il pane tradizionale costa fino a – 30%.)
12. Nei reparti carni acquistare anche tagli di carne provenienti dal quarto anteriore dell’animale (sono nutrienti allo stesso modo ma piu’ econimci dei tagli più “nobili” (costao fino al – 30% in meno).
13. Fra le acque minerali non c’è una sostanziale differenza qualitativa. Salvo precise prescrizioni mediche (acque povere di sodio o diuretiche), conviene sempre acquistare quella al prezzo più conveniente (si può risparmiare fino al – 50% e il – 70%.
14. Quando si acquista la verdura considerare gli scarti: i fagiolini costano più della bieta o del cicorione ma hanno meno scarto.
15. Si stanno diffondendo nella grande distribuzione prodotti alimentari venduti sfusi (caffè, latte, pasta, legumi secchi etc) che consentono di risparmiare fino al 40% rispetto ai confezionati.
Autore: Unione Nazionale Consumatori
Paesaggio. Storia di un’idea
Ti ucciderò per sempre
Esiste un modo ironico per parlare dei “matti”, di quelle strutture difficili che erano i vecchi manicomi e soprattutto degli enormi danni che a volte ha procovato l’uso senza criterio di una scienza che invece si professava come l’unica cura possibile? L’hanno fatto ieri sera, mercoledì 2 luglio, gli attori e i musicisti del Centro Mamimò di Reggio Emilia durante lo spettacolo Ti ucciderò per sempre andato in scena, per la sua prima, a Villa fratelli Pedretti a Bannone di Traversetolo (PR).
Siamo nel 1978. In un manicomio grottesco, nel giorno in cui verrà promulgata la legge Basaglia, un direttore reso folle dalla cieca fede nella scienza cerca di trattenere una turista inglese. Lei incontrerà in questo luogo un’umanità inattesa, a partire da uno dei suoi scrittori preferiti, nichilista non più in grado di “reggere il peso dell’invano”. Troverà conforto e appoggio nella Cantatrice, una sensibile ragazza dotata di voce celestiale; si sorprenderà davanti alla tenera e inquietante figura di Nando, balbettante ragazzo affetto da allucinazioni alimentari. Apparente contraltare di tanta “follia” sono Don Figaro, il sacerdote bassista un po’ suonato che interrompe la routine del manicomio con una messa sui generis, e i due infermieri, uno cinico e allineato al sistema, l’altro filantropo e dissidente.
Lo spettacolo – definito dal suo autore come dramma ironico – ha saputo suscitare ilarità e sorrisi soprattutto grazie alle figure un po’ macchietta del sacerdote bassista e della turista inglese erroneamente scambiata per pazza dal direttore del manicomio.
In effetti però, il pubblico ha intrapreso, assieme agli attori, un viaggio pieno di domande: la scienza può essere distruttiva e terribile quando ritiene di essere l’unica verità, quando pensa di trovare le risposte “trapanando e scrutando” all’interno di scatole craniche, quando rifiuta l’umanità e l’empatia. Ma nello spettacolo c’è molto di più: una riflessione sul ruolo e le responsabilità degli scrittori, dei letterati, di chi, trascorso un po’ di tempo, rifiuta e rigetta ciò che ha prima affermato con tanta passione come se il passato fosse inutilità e fosse possibile distaccarsi da esso, dalle conseguenze che le nostre parole, i nostri gesti, hanno avuto su altre vite. Infine, lo spettacolo rappresenta anche una continua ricerca sul significato della vita e sul nostro rapporto con un Dio che abbiamo scacciato e ucciso lasciandolo fuori dalla porta o relegato ad una cieca dottrina che si affianca così, nella suo ossessivo desiderio di conversione, a quella scienza fatta di accanimento senza pietà.
“Dio ci punirà non solo perché non abbiamo fatto del bene – pronuncia Don Figaro – ma anche perché non siamo stati in grado di essere felici”, e ancora: “Noi non siamo fatti per restare al di quà della finestra – dichiara accorata la turista inglese – ma per andare nel mondo. Perché se il mondo è così grande è perché noi possiamo trovare tante cose e tante occasioni per essere felici”.
Il messaggio che quindi lo spettarore si porta a casa – e nonostante il tragicomico finale – è quindi quello di speranza.
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Credits
Dramma ironico musicale di Emanuele Aldrovandi
Regia di Gabriele Bono e Emanuele Aldrovandi
Direzione di scena: Giuseppe Regano
Scenografia: Fabrizio Ori
Con: Franco Bonilauri, Matteo De Benedittis, Maurizio Casaluce (percussioni), Nando Dessena, Niki Murphy,
Annalisa Pelacci (canto), Stefano Sarti, Roberto Sartori,
Gianfranco Tosi.
All’arpa: Alessandra Ziveri





