Paolo Schianchi un artista

Voglio parlare di Paolo Schianchi, giovanissimo musicista parmigiano che sta raccogliendo successi meritati. Posto qui una sua esibizione e gli faccio in bocca al lupo per la sua straordinaria bravura. Paolo ha brevettato Octopus® un sistema elettroacustico attualmente unico al mondo, che permette ad un unico interprete di suonare con mani e piedi contemporaneamente più chitarre (opportunamente modificate), attraverso una tecnica esecutiva appositamente studiata e basata in parte sui principi dell’eco e delle risonanze. Ne risulta un gioco sonoro di note, ritmi, movimenti che si intrecciano, si inseguono, si moltiplicano e si sovrappongono, tutti rigorosamente eseguiti dal vivo su oltre 200 controlli, senza alcun iniziativa diretta di macchine o materiale sonoro pre-registrato

 

Su My space: http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=34615919

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dicembre 11, 2008 at 7:22 pm Lascia un commento

Astaroth

Giovedì 4 dicembre 2008, alle ore 20,30 a Traversetolo si è svolta la prima di ASTAROTH di Stefano Benni – reading musicale. 

Voci recitanti: Gianfranco Tosi, Niki Murphy, Franco Bonilauri, Matteo De Benedittis, Gianluca Corvasce. Canto: Annalisa Pelacci.  All’arpa: Alessandra Ziveri. Percussioni: Maurizio Casaluce. Luci: Andrea Ferrari; Fonia:Maurizio Casaluce.

 

E se provassimo a considerare la morte non come la fine di tutto, ma come il punto di partenza? Per ricapitolare la vita, guardandola da vicino, senza distrazione. Perché “solo dalla sua breve durata si può vedere l’eternità”.

E’ questo il percorso che ci propone Stefano Benni, una discesa agli inferi della nostra follia, che ci fa sprecare la vita in rapporti incrostati, in riti sterili e ossessivi, in progetti lasciati a metà per debolezza, per mancanza di coraggio. Perché si può anche essere buoni ma restare immobili. 

E il peccato, si sa, non è tanto il male commesso ma tutto il bene che si poteva fare e non si è fatto. 

E’ un’umanità mediocre quella che sfila davanti ad Astaroth, che ancora non si capacita di essere morta, forse perché lo era anche prima senza saperlo. Che sa anche essere cinica, a volte, come l’uomo che porta al mare la famiglia per raggiungere l’amante e che pur di non farsi sorpassare da quel “cornuto che guida un camion pieno di vacche” procura una strage. 

Ma la sua colpa più grave  è quella di una vita “senza”: “senza generosità, senza grossi delitti, una vita indifferente”. Un’esistenza opaca, indiretta, che assomiglia pericolosamente a quella di tante persone per bene (e perbeniste), “evasori, ma solo in un momento di difficoltà”, che però fanno la beneficenza in televisione, magari con i soldi degli altri…

Anche razzisti, ma con eleganza. L’importante è salvare le forme. Ma così ci si consuma nell’invidia, guardando alla vita degli altri non per prendersene cura, ma perché non si sa più capire e riconoscere il senso della propria. Oppure si scivola fuori da se stessi per farsi spettacolo, come il poeta che si preoccupa solo di fare notizia, fosse anche per la sua morte.

 

E di vita riflessa vive anche la ragazza, che vuole raggiungere i suoi idoli cinematografici (in paradiso oppure all’inferno, poco importa), che neppure nell’aldilà può separare la realtà dalla finzione. Anche lei non sa spingersi oltre, dove ci si deve schierare. Cioè diventare adulti, responsabili. Perché questo è l’atto decisivo. Astaroth lo testimonia: il diavolo-angelo, ambivalente come i tanghi di Piazzolla che scandiscono la lettura, ha voluto uscire dalla palude, disobbedendo. Per scegliere questa terra concreta invece di un cielo improbabile, “il risveglio ogni mattina piuttosto che l’eternità”. Perché non succeda più che “il dopo uccida il domani”.

 

Tiziana Barbieri

dicembre 7, 2008 at 7:07 pm Lascia un commento

Tromba d’aria nel parmense

Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre si è abbattuta sulle colline parmensi una tromba d’aria che ha creato ingenti danni. Anche a valle il vento è stato molto forte.

 

ottobre 31, 2008 at 6:19 pm Lascia un commento

Traversetolo Jazz Festival 2008

Dal 4 al 7 settembre, si terrà a Traversetolo, provincia di Parma, la seconda edizione del Traversetolo Jazz Festival.

L’evento è organizzato dalla associazione culturale “La Bottega di Orfeo” e ha il patrocinio del Comune di Traversetolo-Assessorato alla Cultura.

I concerti si terranno negli spazi esterni del Centro Civico “La Corte Bruno Agresti” in piazza Fanfulla, proprio al centro del Paese. 

Gli spettacoli inizieranno alle ore 21,30 con ingresso gratuito.

 

 

Programma completo:

4 settembre 2008

LUCA DONINI QUARTET

Luca Donini (sax)

David Cremoni (chitarra)

Mario Marcassa (contrabbasso)

Francesco (Sbibu) Sguazzabia (percussioni)

 

5 settembre 2008

JIMMY VILLOTTI TRIO

Jimmy Villotti (chitarra)

Stefano Belluzzi (contrabbasso)

Paolo Mozzoni (batteria)

 

6 settembre 2008

SELENE MAGGIO (voce) e

CARLO MASTROPIETRO (chitarra)

e

NINE BARS TRIO

Giovanni Guaretti (piano)

Enzo Frassi (contrabbasso)

Paolo Mozzoni (batteria)

 

7 settembre 2008

JACARE’

Cristina Renzetti (voce)

Rocco Casino Papia

(chitarra-voce)

Marco Zanotti (batteria)

Davide Garattoni (basso)

Giancarlo Bianchetti (chitarre)

Tim Trevor-Briscoe

(saxalto – clarinetto)

 

“URBAN-JAZZ – SOUND SCAPE”

Ilaria Mancino Fabio Iaci (audio)

Casaluce/Geiger:::synusi@cyborg (video)

 

luglio 24, 2008 at 7:38 am Lascia un commento

Difendersi dal caro vita

Posto alcuni suggerimenti dell’Unione Nazionale consumatori:

1. Andare a fare la spesa con un elenco ben preciso di prodotti da comprare.

2. Diversificare gli acquisti tra il mercato, supermercati e hard-discount (dove ad esempio i detersivi per la casa costano tra il 50 e il 60% in meno così come la carta igienica o la carta da cucina, mentre frutta e verdura acquistati ai mercati rionali costano meno, soprattutto a fine mattinata, quando i negozianti temono l’invenduto)

3. Al supermercato le confezioni più convenienti sono sempre le più grandi.

4. Non farsi condizionare dalle marche famose. Spesso prodotti con loghi sconosciuti costano meno e sono altrettanto buoni

5. Non fermarsi ad acquistare prodotti posizionati sugli scaffali centrali. I prodotti più convenienti sono sistemati in basso (i prodotti più convenienti sono generalmente quelli con il cartellino “primo prezzo”) .

6. Approfittare delle offerte promozionali ma controllare sempre il prezzo al chilo e fare confronti anche con prodotti non in offerta.

7. Prima di acquistare un prodotto in offerta controllare sempre la data di scadenza

8. Leggere sempre con attenzione le etichette: non farsi abbagliare da packaging accattivanti, ma a volte poco sinceri. Attenzione agli asterischi

9. Salumi e formaggi venduti al taglio costano meno al chilo di quelli già confezionati

10. Nei reparti ortofrutta acquistare sempre prodotti di stagione.

11. Il pane più è “speciale” (all’olio, al burro, con i cereali, con le olive, al latte etc) e più costa. (il pane tradizionale costa fino a – 30%.)

12. Nei reparti carni acquistare anche tagli di carne provenienti dal quarto anteriore dell’animale (sono nutrienti allo stesso modo ma piu’ econimci dei tagli più “nobili” (costao fino al – 30% in meno).

13. Fra le acque minerali non c’è una sostanziale differenza qualitativa. Salvo precise prescrizioni mediche (acque povere di sodio o diuretiche), conviene sempre acquistare quella al prezzo più conveniente (si può risparmiare fino al – 50% e il – 70%.

14. Quando si acquista la verdura considerare gli scarti: i fagiolini costano più della bieta o del cicorione ma hanno meno scarto.

15. Si stanno diffondendo nella grande distribuzione prodotti alimentari venduti sfusi (caffè, latte, pasta, legumi secchi etc) che consentono di risparmiare fino al 40% rispetto ai confezionati.

Autore: Unione Nazionale Consumatori

luglio 7, 2008 at 3:16 pm Lascia un commento

Paesaggio. Storia di un’idea

È aperta sino al 23 luglio 2008 al Centro Civico “La Corte Bruno Agresti” di Traversetolo (PR) Paesaggio. Storia di un’idea mostra di dipinti e stampe antiche dal ‘500 ai giorni nostri.
La mostra è organizzata da Passe-Partout Cornici Oggetti d’arte di Traversetolo e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Traversetolo.
 
Il visitatore potrà trovare interessantissime stampe e dipinti dal ‘500 ai giorni nostri. La curatrice della mostra, Silvana Sanguinetti ha saputo presentare un allestimento di grande spessore artistico.
 
Esposti il Sala delle Colonne si trovano artisti contemporanei come Etrusco l’unico artista vivente che lavora con la tecnica dell’encausto (Autrostada Parma-Mare: Pietramogolana; Elba in fiamme); i paesaggi ad olio (Scogliera sul mare; Ninfee) di Carlo Mezzi, pittore parmigiano del quale il Comune aveva già ospitato una personale, il quale, così come dichiara il critico Tiziano Marcheselli – “dal paesaggio prende lo spunto, l’occasione dell’incontro, ma poi dipinge sulla tela l’impressione che il rapporto con la natura gli ha lasciato negli occhi e nell’animo”; si prosegue con il surrealismo di un altro parmigiano, Walter Benoldi (Musiara; Paesaggio) dalla cui pittura emerge un amore per gli oggetti in sé, “avulsi nel tempo” ai quali si accosta per coglierne l’essenza poetica, il significato, con una ricerca costante e insaziabile; del ferrarese di Codigoro Renzo Crociara è invece esposto Casa gialla.
Bellissime anche tutte le litografie, le acquaforte, le incisioni a bulino, che ripercorrono la personale interpretazione di paesaggio – appunto “l’idea”, come suggerisce il titolo della mostra – che di esso hanno avuto i diversi artisti nello scorrere dei secoli: si parte dal ‘500 con Paesaggio lacustre di  Paulus Brill datato 1595; si prosegue poi con David Teniers (Paesaggio con due viandanti) della metà del ‘600; il ‘700 è rappresentato dall’incisione su legno di Joseph Vernet (Le coup de tonnere) e dall’incisione a bulino di Jean Jacques de Boissieu (Mucche al guado) del 1790.
 
Ci si avventura poi nell’800. Risalgono all’800 le litografie dalle atmosfere sognanti e idilliache – che quasi ricordano il romanticismo dei romanzi storici di Sir Walter Scott – di Alexandre Calame (Riposo all’ombra degli alberi, Grande albero e casa sul lago, Il vecchio maniero); sempre dell’800 sono Paesaggio tropicale di Jumes Hébert, Environe de Rome di Eugéne Faure, Torrioni di una città del Nord con cascatella di Pierre Marcelle Roy, Bosco con betulle e Vallata alpina, rispettivamente di Hugo Kocke e Karl Wagner che con i loro olio su tela scavalcano l’800 e introducono i nostri contemporanei i quali costituiscono l’ultima trance in ordine cronologica della mostra.
 
Si ricorda che l’esposizione è aperta in Sala delle Colonne di via F.lli Cantini 8 dal 4 al 23 luglio 2008 con i seguenti orari: da lunedì a venerdì 18,00-20,00; domenica 9,00-12,00 / 18,00-20,00.
 
Per informazioni ci si può rivolgere al numero verde del Comune 800.063320 (solo mattina).

luglio 7, 2008 at 10:30 am Lascia un commento

Ti ucciderò per sempre

Esiste un modo ironico per parlare dei “matti”, di quelle strutture difficili che erano i vecchi manicomi e soprattutto degli enormi danni che a volte ha procovato l’uso senza criterio di una scienza che invece si professava come l’unica cura possibile? L’hanno fatto ieri sera, mercoledì 2 luglio, gli attori e i musicisti del Centro Mamimò di Reggio Emilia durante lo spettacolo Ti ucciderò per sempre andato in scena, per la sua prima, a Villa fratelli Pedretti a Bannone di Traversetolo (PR).

Siamo nel 1978. In un manicomio grottesco, nel giorno in cui verrà promulgata la legge Basaglia, un direttore reso folle dalla cieca fede nella scienza cerca di trattenere una turista inglese. Lei incontrerà in questo luogo un’umanità inattesa, a partire da uno dei suoi scrittori preferiti, nichilista non più in grado di “reggere il peso dell’invano”. Troverà conforto e appoggio nella Cantatrice, una sensibile ragazza dotata di voce celestiale; si sorprenderà davanti alla tenera e inquietante figura di Nando, balbettante ragazzo affetto da allucinazioni alimentari. Apparente contraltare di tanta “follia” sono Don Figaro, il sacerdote bassista un po’ suonato che interrompe la routine del manicomio con una messa sui generis, e i due infermieri, uno cinico e allineato al sistema, l’altro filantropo e dissidente.

Lo spettacolo – definito dal suo autore come dramma ironico – ha saputo suscitare ilarità e sorrisi soprattutto grazie alle figure un po’ macchietta del sacerdote bassista e della turista inglese erroneamente scambiata per pazza dal direttore del manicomio.

In effetti però, il pubblico ha intrapreso, assieme agli attori, un viaggio pieno di domande: la scienza può essere distruttiva e terribile quando ritiene di essere l’unica verità, quando pensa di trovare le risposte “trapanando e scrutando” all’interno di scatole craniche, quando rifiuta l’umanità e l’empatia. Ma nello spettacolo c’è molto di più: una riflessione sul ruolo e le responsabilità degli scrittori, dei letterati, di chi, trascorso un po’ di tempo, rifiuta e rigetta ciò che ha prima affermato con tanta passione come se il passato fosse inutilità e fosse possibile distaccarsi da esso, dalle conseguenze che le nostre parole, i nostri gesti, hanno avuto su altre vite. Infine, lo spettacolo rappresenta anche una continua ricerca sul significato della vita e sul nostro rapporto con un Dio che abbiamo scacciato e ucciso lasciandolo fuori dalla porta o relegato ad una cieca dottrina che si affianca così, nella suo ossessivo desiderio di conversione, a quella scienza fatta di accanimento senza pietà.

“Dio ci punirà non solo perché non abbiamo fatto del bene – pronuncia Don Figaro – ma anche perché non siamo stati in grado di essere felici”, e ancora: “Noi non siamo fatti per restare al di quà della finestra – dichiara accorata la turista inglese – ma per andare nel mondo. Perché se il mondo è così grande è perché noi possiamo trovare tante cose e tante occasioni per essere felici”.

Il messaggio che quindi lo spettarore si porta a casa – e nonostante il tragicomico finale – è quindi quello di speranza.

Videos:

Credits

Dramma ironico musicale di Emanuele Aldrovandi
Regia di Gabriele Bono e Emanuele Aldrovandi
Direzione di scena: Giuseppe Regano
Scenografia: Fabrizio Ori
Con: Franco Bonilauri, Matteo De Benedittis, Maurizio Casaluce (percussioni), Nando Dessena, Niki Murphy,
Annalisa Pelacci (canto), Stefano Sarti, Roberto Sartori,
Gianfranco Tosi.
All’arpa: Alessandra Ziveri

luglio 3, 2008 at 10:47 am Lascia un commento

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